31 Dicembre 2025, di Anna Fabi – PMI.it
Il bonus in busta paga legato al taglio del cuneo fiscale compie un passaggio chiave: dopo essere stato riconosciuto mensilmente ai lavoratori, entra ora a pieno titolo tra le voci monitorate dal Fisco.
La somma che non concorre alla formazione del reddito, riconosciuta ai dipendenti con reddito complessivo fino a 20.000 euro, dovrà infatti essere indicata nel Modello 770/2026, la dichiarazione con cui il datore di lavoro rende conto all’Agenzia delle Entrate delle somme erogate nel 2025.
Il bonus sul lavoro dipendente non sparisce, ma viene ora tracciato in dichiarazione. Per i lavoratori non cambia l’importo ricevuto, ma cresce il controllo fiscale sulla misura.
Cos’è davvero la “somma che non concorre alla formazione del reddito”
Si tratta della misura che ha sostituito, dal 2025, il tradizionale taglio dei contributi previdenziali. In pratica, una quota aggiuntiva in busta paga che:
- non è tassata ai fini Irpef;
- non incide sulle addizionali regionali e comunali;
- aumenta direttamente il netto mensile.
Il beneficio è riconosciuto ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo fino a 20.000 euro ed è applicato dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta, senza necessità di domanda da parte del dipendente.
Perché il bonus entra nel Modello 770/2026
Con la bozza del Modello 770/2026, l’Agenzia delle Entrate ha previsto che la somma non imponibile venga esposta tra i crediti gestiti dal sostituto d’imposta nel corso del 2025.
Questo significa che il bonus:
- non è più solo una voce di busta paga;
- diventa un dato fiscalmente tracciato;
- entra nei controlli incrociati tra datore di lavoro e Fisco.
L’obiettivo non è colpire i lavoratori, ma rendere verificabile l’effettiva applicazione della misura e la correttezza dei requisiti.
Cosa cambia (e cosa no) per i lavoratori
Per chi ha ricevuto il bonus in busta paga, non cambia nulla sul piano operativo:
- non va presentata alcuna domanda;
- non va restituito il beneficio;
- non va indicato in dichiarazione dei redditi.
Il passaggio nel Modello 770 riguarda esclusivamente il datore di lavoro. Tuttavia, la misura rende più stringenti i controlli sul rispetto della soglia dei 20.000 euro di reddito complessivo.
Attenzione ai conguagli e ai casi limite
Il nodo critico riguarda i conguagli di fine anno. Se, a consuntivo, il reddito del lavoratore supera la soglia prevista, il datore di lavoro è tenuto a recuperare le somme non spettanti.
Il fatto che il bonus sia ora formalmente indicato nel Modello 770 rafforza la necessità di una gestione corretta dei dati retributivi, soprattutto nei casi di:
- rapporti di lavoro iniziati o cessati in corso d’anno;
- più datori di lavoro;
- premi o arretrati che fanno superare la soglia.
Perché questa novità conta più di quanto sembri
L’ingresso del bonus nel Modello 770 segna un cambio di passo: il taglio del cuneo fiscale non è più solo una misura “in busta paga”, ma diventa parte integrante del sistema dei controlli fiscali.
Per i lavoratori è una garanzia di continuità della misura; per i datori di lavoro, un obbligo in più di precisione e coerenza nella gestione degli incentivi.