Legge di Bilancio 2026 approvata in via definitiva

30 Dicembre 2025, di Barbara Weisz – PMI.it

La Camera dei Deputati ha approvato la Legge di Bilancio 2026 con 216 voti a favore e 126 contrari. Il testo blindato da voto di fiducia, è lo stesso uscito dal Senato ed entrerà in vigore il primo gennaio.

La Manovra vale circa 22 miliardi e fra le misure più significative c’è la Riforma IRPEF che taglia l’aliquota del secondo scaglione; per le imprese c’è il nuovo iperammortamento sugli investimenti produttivi; per il lavoro nuove forme di tassazione agevolata e in materia di pensioni la proroga della sola APE Sociale, l’aumento dei requisiti diluiti sul 2027-2028 e un corposo pacchetto sulla previdenza complementare. Infine, arriva una nuova Rottamazione delle cartelle esattoriali.

Vediamo una panoramica di dettaglio.

Riforma IRPEF 2026: cosa cambia

L’aliquota IRPEF per coloro che guadagnano fra 28mila e 50mila euro e sono quindi nel secondo scaglione, scende dal 35 al 33%. C’è però un meccanismo di correzione che sterilizza l’impatto positivo per i redditi superiori a 200mila euro, attraverso una nuova franchigia di 440 euro che si applica alle detrazioni al 19% escluse quelle sanitarie, a quelle al 26% per erogazione a partiti politici e al 90% per eventi calamitosi.

Le altre misure fiscali in Manovra 2026

Proroga al 2026 delle detrazioni edilizie su ristrutturazioni e riqualificazioni energetiche nella attuale misura: 50% per la prima casa e 36% negli altri casi. Confermato anche il Bonus Mobili al 50% su un tetto di spesa pari a 5mila euro.

Per i lavoratori autonomi, la flat tax nel regime dei forfettari diventa compatibile con un reddito da lavoro dipendente fino a 35mila euro (il precedente tetto era pari a 30mila euro). Le regole generali restano analoghe, per cui l’aliquota al 15% si applica a redditi fino a 85mila euro di ricavi o compensi autonomi.

Nel pacchetto fiscale viene inserita anche la Rottamazione quinquies per i ruoli affidati all’agente della riscossione fra il 2000 e il 2023, con possibilità di pagamento diluito in 54 rate bimestrali, spalmate quindi su nove anni.

Sale a 91mila 500 euro il valore della prima casa escluso dall’ISEE, e a 120mila euro nei comuni capoluogo delle città metropolitane. C’è un incremento di 2mila 500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo, e diventano più favorevoli le maggiorazioni della scala di equivalenza per i nuclei familiari con figli.

Le novità per le imprese

La novità forse più significativa per le imprese è l’iperammortamento sugli investimenti che abilitano la Trasformazione 4.0 e 5.0, previsto fino a 30 settembre 2028. La maggiorazione sul costo di macchinari digitali e interconnessi e software 5.0 è pari al 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, al 100% per investimenti fra 2,5 e 10 milioni, al 50% per investimenti fra i 10 e i 20 milioni di euro.

Ci sono poi: il rifinanziamento della Nuova Sabatini (che a sua volta agevola con finanziamenti agevolati l’acquisto di nuovi macchinari e software e del credito d’imposta ZES Unica Sud per il triennio 2026/2028: (c’è anche un incremento delle risorse per le spese sostenute nel 2025, che porta il bonus d’imposta al 75% rispetto all’iniziale 60% emerso dalla ripartizione dei fondi originari). La Zona Economica Speciale comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria.

Misure sul lavoro dipendente

La Manovra 2026 introduce diverse flat tax sul lavoro dipendente.

  • Aliquota sostitutiva dell’IRPEF pari al 5% sugli aumenti 2026 dovuti ai rinnovi contrattuali 2024, 2025 e 2026 per i redditi da lavoro dipendente fino a 33mila euro.
  • Tassazione piatta ridotta all’1% sui premi di risultato 2026 e 2027, fino a un tetto innalzato da 3mila a 5mila euro.
  • Nel 2026 flat tax del 15% sul lavoro notturno e festivo, entro il limite annuo di 1500 euro. Ci sono poi misure specifiche per alcuni settori, come il turismo.

Innalzato poi a 10 euro il tetto esentasse dei buoni pasto elettronici.

Proroga degli esoneri contributivi per assunzione a tempo indeterminato di donne, giovani e assunzioni nella ZES Unica. Esonero fino a 8mila euro per l’assunzione di donne con almeno tre figli e prive di impiego da almeno sei mesi.

Bonus mamme innalzato da 40 a 60 euro al mese per lavoratrici con reddito fino a 40mila euro. Previste infine due nuove norme che hanno l’obiettivo di facilitare la conciliazione vita lavoro:

  • priorità nella trasformazione del contratto da tempo pieno a part time per i genitori di almeno tre figli, con esonero contributivo fino a 3mila euro annui per due anni;
  • possibilità di prorogare di un anno i contratti a termine di sostituzione di genitori in congedo parentale.

Stretta sulle pensioni

L’aumento dei requisiti per andare in pensione di vecchiaia e anticipata legato alle attese di vita sarà di un mese nel 2027; la parte restante (probabilmente due mesi) è rinviata al 2028. Niente rinnovo per Opzione Donna e Quota 103. Queste forme di flessibilità in uscita restano disponibili solo per chi aveva già maturato i requisiti con le precedenti normative. Prorogato invece l’APE Sociale, che richiede 63 anni e cinque mesi di età e 30 o 36 anni di contributi a seconda della categoria di aventi diritto (disoccupati involontari, caregiver, persone con disabilità pari almeno al 72%, e addetti a mansioni gravose).

Spinta sulla previdenza complementare

Ci sono invece diverse norme che incentivano la pensione complementare.

  • rafforzato il silenzio assenso per destinare ai fondi pensione i ratei di TFR dei neo assunti (va automaticamente alla previdenza integrativa a meno che il lavoratore non esprima volontà contraria entro 60 giorni dal contratto);
  • alzato il limite di deducibilità dei contributi versati, fino a 5mila 300 euro;
  • introdotta una nuova forma di rendita a durata definita.

Altre misure della Legge di Bilancio 2026

Fra le altre misure, ricordiamo:

  • nuovo Bonus Cultura di 500 euro per i giovani che conseguono il titolo di scuola superiore entro i 19 anni;
  • rinnovo Assegno di Inclusione senza sospensioni ma con prima mensilità ridotta del 50%;
  • sostegno abitativo ai genitori separati non assegnatari dell’abitazione familiare e con figli fino a 21 anni.